Sull’essere incarogniti (e su quella rabbia che spesso non guardiamo in faccia)
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Stavo conversando con la mia amica Elena, da qualche giorno mi diceva che si sentiva inacidita, "incarognita". Non solo: aveva l’impressione di vedere attorno a sé molte persone nello stesso stato. Più parlavamo, più quella sensazione prendeva forma. Non come uno sfogo, ma come una domanda aperta.
Da quello scambio sono nate le considerazioni che oggi vi condivido. Non con l’obiettivo di convincervi che le cose stiano assolutamente così, ma piuttosto con l’intento di stimolare riflessione e pensiero. Sono temi passibili di sviluppi infiniti, dalle innumerevoli sfaccettature. Sentitevi quindi libere di prendere posizione, di aggiungere ulteriori riflessioni o esperienze.
Quando non stiamo bene ce la prendiamo con gli altri
Se vogliamo proprio semplificare, semplificare al massimo, io penso che si è incarogniti quando non si sta bene.
E “non stare bene” non riguarda una sola dimensione: può essere fisica, psichica, emotiva, legata alla soddisfazione personale, al senso che diamo alle nostre giornate. Insomma, al benessere nel senso più ampio del termine e, quando non stiamo bene, ce la prendiamo con gli altri.
E’ una dinamica che appartiene profondamente all’umano. Facciamo tutti così. E per non fare così serve una un buon livello di consapevolezza nonchè una sufficiente capacità di gestione delle emozioni. Prima ancora, però, è necessario un lavoro continuo su di sé: il tentativo, imperfetto e quotidiano, di fare della propria vita il meglio possibile, di trovare spazi di soddisfazione dove si può. Spesso nelle piccole cose.
Il problema è che viviamo immersi in preconcetti e pregiudizi. E molto spesso viviamo fuori dalla realtà, soprattutto dalla nostra realtà.
Ci raccontiamo storie: “non posso fare diversamente”, “è per colpa di questo”, “è per colpa di quello”. Una serie di giustificazioni che ci permettono di spostare tutto all’esterno: sugli altri, sugli eventi, sulle vicissitudini della vita.
Eppure, per quanto sia scomodo ammetterlo, una libertà di scelta ce l’abbiamo sempre. Sempre.
Forse è anche per questo che siamo così arrabbiati ma, è verso noi stessi che proviamo quella rabbia.
Se volessimo davvero andare all’osso, tagliare, semplificare, senza perderci troppo nei ragionamenti, probabilmente il nucleo è proprio questo.
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